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Probiotici, prebiotici e fermenti: scopri differenze e quando utilizzarli

Fermenti lattici, probiotici, prebiotici: conosciamone le differenze

Nell’ambito della salute intestinale si sente parlare sempre più spesso di fermenti lattici, probiotici e prebiotici. Questi termini, sebbene utilizzati come sinonimi nel linguaggio comune, indicano realtà differenti, con ruoli specifici nel mantenimento dell’equilibrio del microbiota intestinale.

Capire le loro differenze è fondamentale per fare scelte consapevoli, prevenire situazioni di disbiosi intestinale e sostenere il benessere generale dell’organismo.

Fermenti lattici: i “pionieri” della fermentazione

I fermenti lattici sono microrganismi (batteri o lieviti)ì, presenti negli alimenti e sono in grado di trasformare zuccheri in acido lattico (fermentazione lattica: processo biochimico).

Sono responsabili della fermentazione di alimenti come yogurt, kefir, crauti, formaggi e tutti prodotti e bevande fermentate.

Attenzione: è importante sottolineare che la semplice presenza di fermenti lattici negli alimenti non garantisce che essi siano vivi o funzionali al momento del consumo. Infatti, alcuni processi di preparazione, conservazione o cottura possono uccidere i fermenti lattici, annullandone così gli eventuali benefici per la salute.

Il consiglio è di  scegliere prodotti che garantiscano la vitalità dei fermenti lattici attraverso indicazioni sull’etichetta: prodotti freschi; prodotti con pochi processi di trasformazione o conservazione e con etichette che indichino la presenza di fermenti lattici vivi e VITALI.

Probiotici: i batteri “buoni” amici dell’intestino

I probiotici sono una categoria specifica di fermenti lattici vivi che, se assunti in quantità adeguata, arrivano vitali nell’intestino e apportano benefici alla salute del microbiota intestinale (come ampliamente documentato da Nat Rev Gatroenterol Hepatol 2017 Aug;14(8):491-502).

La loro azione principale consiste nel:

  • rinforzare il sistema immunitario;
  • contrastare la proliferazione di microrganismi nocivi;
  • migliorare la digestione e l’assorbimento dei nutrienti;
  • contribuire al benessere del tratto gastrointestinale (ambiente e mucosa).

Tra i più studiati troviamo:

  • Lactobacillus: agisce soprattutto nell’intestino tenue, favorendo digestione e barriera antimicrobica;
  • Bifidobacterium: colonizza il colon, mantenendo un ambiente acido che ostacola la crescita di patogeni. Questi batteri si riducono con età, stati infiammatori e il loro calo contribuisce all’aumento e proliferazione di specie potenzialmente patogene, dannose, insomma “cattive”;
  • Saccharomyces boulardii: un lievito probiotico utile in caso di diarrea (soprattutto da antibiotici), infezioni, micosi o disturbi gastrointestinali.

📌 Nota importante: non tutti i probiotici hanno la stessa funzione. La scelta va sempre fatta in base alla situazione clinica, meglio se sotto indicazione di un medico o di un biologo nutrizionista.

Tra gli alimenti che contengono probiotici troviamo yogurt e kefir.

Prebiotici: il nutrimento dei batteri buoni

I prebiotici sono fibre alimentari non digeribili che arrivano integre nell’intestino, diventando il nutrimento dei probiotici.
Grazie a questo effetto selettivo, stimolano la crescita dei batteri benefici e migliorano:

  • l’equilibrio del microbiota;
  • l’assorbimento di minerali (tra cui calcio, magnesio);
  • la motilità intestinale (peristalsi);
  • la protezione della mucosa.

Le fonti naturali più ricche di prebiotici sono frutta, verdura e cereali integrali tra cui: banane, avena, carciofi, cipolla, aglio, asparagi, legumi e verdure a foglia verde.

In questo articolo : Le fonti principali di prebiotici includono alimenti ricchi di fibre: frutta, verdura, cereali integrali, legumi

Quando l’alimentazione non è sufficiente o vi sono disturbi gastrointestinali, possono essere utili integratori a base di prebiotici specifici.

Anche per i prebiotici esistono integratori specifici, utili soprattutto per i casi in cui non si riesce attraverso il cibo ad arrivare a una quota giornaliera sufficiente: per motivi di incapacità gastrica, intestinale o problematiche gastrointestinali.

L’importanza dell’alimentazione per il microbiota è stata ampliamente affrontata in questo articolo:

Quando e come usare probiotici e fermenti lattici?

L’integrazione con probiotici e prebiotici è particolarmente utile in situazioni in cui la flora batterica risulta alterata, ad esempio a causa di:

  • Diete squilibrate;
  • Assunzione di antibiotici e farmaci antiacidi (PPI);
  • Stress o malattie gastrointestinali ricorrenti;
  • Infezioni e stati infiammatori generali.

Scegliere il giusto prodotto probiotico o prebiotico richiede attenzione alle indicazioni presenti sull’etichetta e, preferibilmente, il consiglio di un medico, biologo nutrizionista o un farmacista, in modo da individuare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze.

❗ Non tutti i prodotti sono uguali: è importante leggere l’etichetta (specificità del ceppo, quantità di microrganismi vivi) e affidarsi alla valutazione di un professionista (medico o biologo nutrizionista).

Conclusione

Fermenti lattici, probiotici e prebiotici non sono la stessa cosa, ma hanno ruoli complementari.
Il loro impatto sul benessere intestinale è massimo quando vengono inseriti in una strategia nutrizionale personalizzata, capace di sostenere il microbiota e prevenire la disbiosi.

Ricorda: il consiglio di un probiotico o prebiotico non va mai fatto a caso, ma deve nascere da un’attenta valutazione clinica da parte di un medico o biologo nutrizionista.

Bibliografia

  • Hill, C., Guarner, F., Reid, G., et al. (2014). The International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics consensus statement on the scope and appropriate use of the term probiotic. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, 11(8), 506-514.
  • Gibson, G. R., Hutkins, R., Sanders, M. E., et al. (2017). The International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics (ISAPP) consensus statement on the definition and scope of prebiotics. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, 14(8), 491-502
  • Sanders, M. E., et al. (2018). Probiotics and prebiotics: Prospects for public health and nutritional recommendations. Annals of the New York Academy of Sciences, 1392(1), 1-20
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