25 Mar Dieta per Reflusso: quali alimenti evitare, quali consumare
Molte persone, al cambio di stagione riferiscono di disturbi digestivi come reflusso, gonfiore e nausea, segnali che possono essere influenzati da alimentazione, stress, ansia e alterazioni del microbiota intestinale.
Una dieta per il reflusso gastroesofageo (acronimo MRGE) e sintomi analoghi a mal digestione, gonfiore rappresenta uno degli interventi più importanti per migliorare la salute nel cambio di stagione. Numerosi studi scientifici indicano infatti che modifiche dello stile alimentare e delle abitudini quotidiane possono contribuire in modo significativo alla riduzione di gonfiore, acidità e reflusso e miglioramento della digestione.
Il lavoro del biologo nutrizionista si concentra sulla scelta degli alimenti, sull’equilibrio degli orari dei pasti coerenti con lo stile di vita della persona, modalità di cottura, abbinamento degli alimenti e comportamento alimentare, in collaborazione con il medico e il gastroenterologo che definiscono la patologia anche sulla base di esami strumentali specifici.
PERCHÉ LA DIETA È IMPORTANTE NEL REFLUSSO
Il reflusso gastroesofageo si verifica quando il contenuto dello stomaco risale nell’esofago causando sintomi come:
- bruciore retrosternale;
- rigurgito acido;
- nausea;
- gonfiore addominale;
- digestione lenta;
- stipsi o stitichezza alternati a diarrea e feci non compatte.
Alcuni alimenti e comportamenti possono favorire questo fenomeno perché:
- aumentano la produzione di acido gastrico;
- rallentano lo svuotamento dello stomaco;
- rilassano lo sfintere esofageo inferiore;
- aumentano la risposta all’istamina.
Per questo motivo la dieta per reflusso consiste nell’esclusione temporanea di alcuni alimenti, l’abbinamento degli alimenti nei pasti principali e imprimendo un ritmo di dieta costanze senza troppe variazioni, per ripristinare la funzionalità digestiva.
ALIMENTI CONSIGLIATI NEL REFLUSSO GASTROESOFAGEO
Una dieta equilibrata con alimenti facilmente digeribili aiuta a ridurre i sintomi del reflusso e migliora la digestione.
Tra gli alimenti generalmente più tollerati troviamo:
Verdure
- zucchine;
- carote cotte o crude;
- finocchi cotti o crudi;
- insalate;
- patate.
Le verdure cotte al vapore o appena scottate sono più digeribili rispetto a verdure cotte in padella o con cotture veloci (fritti o soffritti, anche con friggitrice ad aria).
Cereali
- riso;
- fiocchi d’avena (soprattutto per la colazione, ammollati in acqua o in versione porridge);
- farro e orzo ben cotti;
- pasta di farina di grano duro ben cotta. In alcune persone la pasta integrale non è ben tollerata per cui è inizialmente sconsigliata o da alternare a pasta non integrale.
I carboidrati da cereali non sono da eliminare perchè rappresentano una buona fonte di energia metabolica e sono ben tollerati.
Proteine
- pesce al vapore: merluzzo, nasello, evitando salmone e pesci molto grassi;
- pollo e tacchino;
- uova;
- legumi ben cotti.
La parte proteica fondamentale per la sintesi di enzimi indispensabili per la digestione. Il condimento da preferire è olio extravergine a crudo. Per carne e pesce è consigliabile anche succo di limone, non in fase acuta, con acidità e rigurgiti.
Frutta generalmente ben tollerata
- banana;
- mela;
- pera.
In alcuni casi la frutta cotta è più digeribile.
ALIMENTI SCONSIGLIATI NEL REFLUSSO
Non esiste una lista universale valida per tutti, ma alcuni alimenti sono frequentemente associati a un peggioramento dei sintomi.
Tra i più comuni:
Alimenti grassi e alimenti cotti in grasso
- fritti e soffritti di qualunque tipo;
- salumi e affettati;
- formaggi stagionati e molli (asiago, brie, gorgonzola,…);
- piatti molto elaborati (polenta con formaggio e carne, piatti eccessivamente unti e grassi);
- olio cotto: soffritti con olio anche se extravergine d’oliva.
I grassi rallentano lo svuotamento gastrico e possono favorire forme simili a reflusso e mal digestione
Bevande:
- alcol;
- caffè;
- bevande gassate e zuccherate: creano una falsa sensazione di benessere aumentando invece l’effetto infiammatorio sulla mucosa gastrica e rallentando il recupero funzionale.
Queste bevande possono aumentare la pressione nello stomaco o favorire il rilassamento dello sfintere esofageo.
L’acqua naturale a temperatura ambiente ha un’azione antiinfiammatoria “naturale”.
Inoltre, reflusso e problemi digestivi sono spesso causati da carenza di liquidi e disidratazione corporea, condizione che rende più difficile la formazione di enzimi digestivi e quindi la digestione stessa.
Alimenti speziati, condimenti o alimenti acidi
- peperoncino;
- salse piccanti: soprattutto perché grasse;
- agrumi in grandi quantità, da limitare soprattutto in fase di sintomi acuti;
- pomodoro usato spesso sia cotto sia crudo; come salsa, in preparazioni o in insalata;
- burro e olio cotto/fritti, salse, maionese, ketchup, … .
- creme di nocciola o di frutta secca: sia dolce, sia al 100%. L’eccesso della componente grassa e zuccherina possono aumentare la sensazione di gonfiore e la sintomatologia
Frutta
È bene evitare la frutta contenente o che stimola maggiormente istamina:
- fragole, ciliegie, kiwi;
- frutta esotica (mango, papaia, ananas, …);
- frutta secca
La tolleranza può variare da persona a persona e anche in base all’intensità della sintomatologia.
MODALITÀ DI COTTURA NEL REFLUSSO
La modalità di preparazione degli alimenti può influenzare molto la digestione.
Le cotture più consigliate sono:
- cottura al vapore;
- bollitura
- forno leggero
- padella antiaderente con poco olio sfumando con acqua
Le cotture più pesanti come la frittura o le lunghe rosolature possono rendere il pasto più difficile da digerire.
COSA FARE PER RIDURRE IL REFLUSSO
Oltre agli alimenti, anche il comportamento durante i pasti è molto importante.
- Mangiare lentamente: la masticazione adeguata facilita il lavoro dello stomaco.
- Evitare pasti molto abbondanti soprattutto alla sera: pasti troppo voluminosi aumentano la pressione nello stomaco;
- Meglio preferire pasti più piccoli e distribuiti durante la giornata.
- Evitare di sdraiarsi subito dopo aver mangiato;
- È consigliabile attendere almeno 2–3 ore prima di coricarsi dopo cena.
- Svolgere movimento quotidiano: la sedentarietà aumenta l’affaticamento e la motilità gastrointestinale.
- BERE!!! L’IDRATAZIONE È FONDAMENTALE PER L’EQUILIBRIO DIGESTIVO
GLI ORARI DEI PASTI SONO IMPORTANTI PER IL REFLUSSO
Uno degli errori più comuni riguarda gli orari dei pasti principali, soprattutto il pasto serale troppo abbondante o consumato troppo tardi (indicativamente oltre le 21).
Durante la notte, la digestione non deve essere sollecitata eccessivamente perchè la posizione sdraiata può favorire o peggiorare i sintomi.
Per questo motivo è utile:
- cenare almeno 2–3 ore prima di andare a dormire;
- preferire una cena “leggera” ipolipidica (con pochi grassi);
- evitare alcol, fumo e caffè alla sera e nella seconda parte della giornata (dalle 15.00);
- attenzione particolare agli sportivi che svolgono attività alla sera. Un’attenta programmazione dei pasti è indispensabile, soprattutto con reflusso: prepararsi con uno spuntino o pasto almeno un’ora prima dell’attività (il tempo è fondamentale, ma dipende dal tipo e dall’intensità dell’attività).
- Dopo l’attività la cena non può essere sottovalutata, soprattutto se l’attività intensa necessità di un buon recupero. In questo caso la cena è importante che sia impostata da un punto di vista di alimenti funzionali al recupero, energetici e che non vadano a sollecitare la mucosa gastrica.
Diversi studi suggeriscono che il timing dei pasti può influenzare la comparsa dei sintomi di reflusso. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10458865/
MICROBIOTA INTESTINALE E DIGESTIONE
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha evidenziato l’importanza del microbiota intestinale nella salute digestiva.
Alterazioni del microbiota, disbiosi, possono contribuire a sintomi:
- Gonfiore;
- digestione lenta;
- disturbi gastrointestinali ricorrenti;
- presenza di H. pilori.
In alcuni casi il nutrizionista può valutare l’utilizzo di fermenti lattici e probiotici come supporto nutrizionale. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7019778/
Per approfondire questo tema è possibile leggere anche l’articolo dedicato al microbiota e ai segnali della disbiosi intestinale.
L’IMPORTANZA DI UN APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE
La dieta rappresenta un elemento fondamentale nella gestione del reflusso, ma spesso non è l’unico fattore coinvolto.
Per questo motivo al Centro Medico Integrato di Melzo il percorso può coinvolgere diversi professionisti oltre al biologo nutrizionista:
- medico e gastroenterologo;
- osteopata;
- psicoterapeuta;
- professionisti delle scienze motorie.
L’obiettivo è affrontare il problema in modo completo migliorando digestione, stile di vita e benessere generale. Un articolo di approfondimento sull’approccio integrato: REFLUSSO IN PRIMAVERA: COME RIDURRE BRUCIORE, GONFIORE | Centro Medico Integrato

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