20 Ago Disbiosi: i 5 segnali che cambiano il microbiota
Cos’è la disbiosi?
La disbiosi è uno squilibrio del microbiota intestinale: alterazioni della composizione, diversità o funzione della flora batterica. Le cause sono molteplici e di difficile individuazione, tuttavia tale condizione è correlata a numerose patologie intestinali (come IBS e malattie infiammatorie croniche) e sistemiche (obesità, dismetabolismi, immunodeficienza, sindrome metabolica). È spesso associata a disagio digestivo, infiammazione sistemica e disturbi dell’umore.
In questo articolo vedremo 4 tipi distinti di disbiosi, come riconoscerli dai segnali più comuni (gonfiore, dolore, irregolarità intestinale), le principali cause legate a dieta, stress e abitudini di vita, e strategie per prevenirla e migliorarla attraverso nutrizione, probiotici e stile di vita attivo (Int J Environ Res Public Health. 2018 Aug 7;15(8):1679)
Quali sono le disbiosi? tipologie e disturbi che devi riconoscere
- Putrefattiva: caratterizzata da un aumento di batteri putrefattivi (principalmente Bacteroides), spesso conseguenza di una dieta ricca di carne e grassi e povera di fibre. Questo squilibrio può portare alla produzione di sostanze irritanti come ammoniaca, amine e fenoli, che oltre a causare fastidi intestinali, possono avere effetti sistemici sulla mucosa, aumentandone lo stato infiammatorio (Desai MS et al.; Cell 2016);
- Fermentativa: deriva da una fermentazione eccessiva di carboidrati nel piccolo intestino, favorita anche da una ridotta funzionalità gastrica. Si manifesta frequentemente in individui con ipersensibilità, in chi assume antibiotici (antibiotico-resistenza) o segue diete povere difibre. I segnali tipici includono peggioramento dei disturbi digestivi dopo l’assunzione di carboidrati: meteorismo, diarrea e spesso dolori legati alla produzione di gas intestinali;
- Deficit/disbiosi da carenza: carenza di batteri benefici (come Bifidobacterium o Lactobacillus) derivante da utilizzo (spesso abuso) di antibiotici, diete sbilanciate (chetogenica, Western, prive di fibre), che può compromettere la funzione digestiva, immunitaria e la tolleranza alimentare;
- Mista o generica: combina una perdita di diversità batterica, crescita di ceppi patogeni e sintomi variabili, tipica in molte coliti infiammatorie e IBS. Spesso le risposte contro la flora batterica arrivano dal proprio sistema immunitario, soprattutto in presenza di condizioni autoimmuni (Int J Environ Res Public Health. 2018 Aug 7;15(8):1679).
Disbiosi intestinale: i campanelli d’allarme che non devi ignorare
Riconoscere la disbiosi non è semplice, perché i segnali che il nostro intestino ci invia sono spesso subdoli e facilmente confondibili con disturbi passeggeri. Tuttavia, il corpo parla:
- Gonfiore addominale;
- Gas e meteorismo;
- Crampi addominali;
- Alvo alterno: alternanza tra stipsi e diarrea;
- Sensazione di pesantezza o affaticamento soprattutto post pasto;
- Stanchezza e affaticamento durante la giornata;
- Sonno disturbato e sbalzi di umore;
- peristalsi alterata (per cui è consigliabile una valutazione ed eventuale trattamento osteopatico viscerale per informazioni contattare l’osteopata Matteo Montefiori )
In realtà non sono fastidi occasionali, ma veri e propri campanelli d’allarme che meritano attenzione, soprattutto se si presentano con una certa frequenza.
Cause alla base della disbiosi
La disbiosi è il risultato di molteplici fattori che agiscono in sinergia sul microbiota intestinale. Le principali cause documentate dalla ricerca scientifica sono:
- Dieta sbilanciata: ricca di zuccheri semplici, grassi saturi e cibi ultra-processati riduce la diversità batterica, promuove la crescita di specie pro-infiammatorie e indebolisce la barriera intestinale. Al contrario, una dieta ricca di fibre sostiene la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA), metaboliti fondamentali per la salute dell’intestino e del sistema immunitario;
- Stress psicologico e fisico: stress cronico, attraverso l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e l’aumento del cortisolo, modifica la permeabilità intestinale e altera la composizione del microbiota, riducendo la resilienza dell’ecosistema microbico;
- Farmaci, tossine ambientali e antibiotici: l’uso frequente di antibiotici, antiacidi (PPI) e farmaci immunosoppressori, terapie oncologiche possono alterare profondamente il microbiota, riducendo la presenza di ceppi benefici come Lactobacillus e Bifidobacterium. Anche pesticidi, additivi e inquinanti ambientali possono contribuire allo squilibrio;
- Patologie conclamate e condizioni cliniche: infezioni intestinali, malattie infiammatorie croniche (IBD, sindrome dell’intestino irritabile), patologie autoimmuni o interventi chirurgici alterano la motilità intestinale e rappresentano fattori di rischio significativi. In questi casi la disbiosi è spesso concomitante e amplifica i sintomi gastrointestinali;
Rimedi pratici per ripristinare l’equilibrio del microbiota
- Dieta equilibrata:
- Ricca di fibre fermentabili (frutta, verdura, legumi, cereali integrali) per favorire SCFA benefici;
- Integra i prebiotici (inulina, frutto-oligosaccaridi) e probiotici che stimolano batteri buoni;
- Riduci zuccheri raffinati, cibi ultra‑processati, additivi e dolcificanti artificiali;
- Diete come la low-FODMAP possono aiutare temporaneamente per sintomi digestivi intensi, ma non sono soluzioni a lungo termine perché riducono la varietà alimentare e fibre;
- Probiotici: utili come coadiuvanti in BPCO, IBS, diarrea da antibiotici; ceppi comuni includono Lactobacillus e Bifidobacterium;
- Stile di vita sano:
- Riduzione dello stress (mindfulness, respirazione, attività rilassanti come yoga o pilates (www.bg-care.com));
- Attività fisica regolare;
- Sonno di qualità, senza risvegli e andando a letto non oltre le 22,30;
- rispettare i ritmi digestivi, corretta completa e lenta masticazione.
Conclusione
La disbiosi è una condizione complessa e sfaccettata che può manifestarsi attraverso vari tipi di squilibrio del microbiota, tipicamente legati a stile alimentare, stress e fattori ambientali. Riconoscerla significa prestare attenzione ai segnali del corpo e intervenire con nutrizione mirata, supporti probiotici ragionati e un equilibrio di vita sano. Nel tempo, il restauro della diversità microbica apre la strada a metabolismo ottimale, umore stabile e benessere generale.

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